Il salto di livello non dipende solo dalla tecnica. La performance mentale si allena proprio come la preparazione fisica e tattica: è ciò che faccio da 19 stagioni al fianco di calciatori professionisti e giovani d'élite.
Scarica la guida pratica gratuita: non si legge, si compila. Cinque giorni di lavoro, dodici esercizi, da dieci a quindici minuti al giorno.
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Non è mancanza di volontà né di talento. Sono meccanismi mentali che influenzano la tua prestazione nei momenti decisivi e che nessuno ti ha mai insegnato a riconoscere.
Ti svegli con mille pensieri confusi in testa. La tensione cresce, aumentano i dubbi e finisci per entrare in campo senza la lucidità necessaria per esprimere al massimo il tuo valore.
Un errore ti condiziona per tutta la partita. Non riesci a lasciartelo alle spalle. Il mister, i compagni, tutti se ne accorgono. E questo ti fa sentire a disagio.
Quando in tribuna ci sono un osservatore, un direttore sportivo o l'allenatore che decide chi gioca, non riesci a esprimere il tuo reale valore. Proprio nella partita che conta di più.
Partite straordinarie seguite da prestazioni anonime. Non capisci perché. E questo ti fa sentire meno affidabile di quanto tu sia davvero.
Riconosci almeno una di queste situazioni?
La guida parte esattamente da lì.
«Ci sono tanti giocatori, anche nelle serie minori, che potrebbero competere in Serie A. Tecnicamente hanno poco o nulla da invidiare. Ma molti non sanno gestire il lato mentale e a volte non se ne rendono nemmeno conto.»
Roberto Civitarese
«Lavoro nel calcio professionistico dal 2008, quando la performance mentale era considerata un talento e non una competenza da sviluppare.»
Da quel momento ho lavorato con giovani calciatori d'élite e professionisti impegnati nei principali campionati europei, dalla Serie A alla Premier League, fino alla Bundesliga, alla Liga e alla Ligue 1. Ho visto molti ragazzi con talento e qualità da professionista arrivare a un passo dalla prima squadra. Alcuni hanno fatto il salto, altri no. A fare la differenza non era il talento, ma la capacità di esprimere il proprio valore con continuità, soprattutto nei momenti di maggiore pressione.
Ho scritto «Gioco di Testa», il primo libro italiano interamente dedicato alla performance mentale nel calcio. Fabio Borini ha iniziato a lavorare con me a 18 anni, quando giocava ancora nelle riserve del Chelsea. In quella stessa stagione è stato il calciatore più giovane a esordire in Champions League. Andrea Petagna ha conosciuto il mio metodo a sedici anni, quando sua mamma gli regalò il mio libro. Ho iniziato a lavorare con Lorenzo De Silvestri quando aveva 24 anni e l'ho accompagnato per tutta la sua carriera nel calcio professionistico.
Il metodo che utilizzo con i professionisti è lo stesso che insegno anche a te. Perché il salto di livello, a qualsiasi età e in qualsiasi categoria, si costruisce sugli stessi principi.
Cinque strumenti concreti da applicare prima, durante e dopo ogni partita. Non «crederci di più», ma sapere esattamente cosa fare nei momenti che contano. La guida li traduce in dodici esercizi.
Ogni grande risultato nasce da un sogno. Il primo passo è definirlo con precisione: deve essere misurabile, formulato in positivo e avere una scadenza. Non «fare il salto prima o poi», ma un obiettivo concreto che guida ogni allenamento.
Non sono gli eventi a determinarti, ma il modo in cui li interpreti. Impari a riconoscere, controllare e orientare il tuo stato d'animo prima di ogni partita, indipendentemente da ciò che succede intorno a te. Come Denis Tonucci: in panchina per sei partite, poi 28 presenze e il suo miglior campionato di sempre.
Eliminare tutto ciò che non dipende da te: le scelte del mister, le critiche, gli errori arbitrali. E concentrare tutte le energie su ciò che puoi controllare, la tua prestazione, in quel momento, su quel campo.
Le parole che usi con te stesso cambiano quello che fai in campo. «Speriamo di vincere» è diverso da «darò il massimo per vincere». Il dialogo interno è allenabile e condiziona ogni prestazione.
La mente non distingue ciò che vivi realmente da ciò che immagini in modo vivido. Costruire la routine mentale prepartita, come faceva Blanc con Barthez prima di ogni partita del Mondiale del 1998 vinto dalla Francia, trasforma la tua prestazione prima ancora di scendere in campo.
Non ti limiti a leggere i cinque strumenti.
Li costruisci tu, uno alla volta, compilando la guida.
Chi in panchina, chi in prestito, chi fermo in una categoria che gli andava stretta. Poi hanno iniziato ad allenare la performance mentale. Da lì, qualcosa è cambiato.
«Ho realizzato il 99% di quello che ho visualizzato mentalmente con Roberto. Quell'1% non realizzato è l'unica squadra di cui ero tifoso da bambino. Tutto il resto: raggiunto.»
«A sedici anni stavo pensando di smettere. Fu mia mamma a regalarmi il libro “Gioco di Testa”. Anni dopo decisi di ricontattare Roberto: fu una delle decisioni più importanti della mia carriera.»
«L'esempio più evidente del mio limite mentale fu quando, a 17 anni, passai dalla Primavera del Bologna alla prima squadra e cominciai a soffrire la pressione delle nuove responsabilità. Roberto mi disse: “Ti senti un giocatore della Primavera aggregato alla prima squadra. In realtà sei un giocatore della prima squadra arrivato dalla Primavera. Ricordati: nulla accade per caso.”»
«L'allenamento mentale ti porta a cercare di migliorarti sempre. Se oggi dai il 100%, il giorno dopo provi a dare il 105%. Mi piace dire ogni volta di aver superato il mio massimo.»
«Avevo 18 anni. Fissammo un obiettivo: il debutto in prima squadra. Trovai immediatamente sicurezza nei miei mezzi e in quella stagione diventai il più giovane calciatore a esordire in Champions League.»
«Giocavo nella Primavera dell'Empoli. Sbagliavo giocate facili e avevo perso fiducia nei miei mezzi. L'allenamento mentale mi ha insegnato a vivere ogni allenamento come una finale. Pochi mesi dopo arrivarono la Serie B e la convocazione in Under 21.»
Una guida pratica sulla performance mentale, composta da dodici esercizi. Cinque giorni di lavoro, da dieci a quindici minuti al giorno, per trasformare quello che vuoi ottenere in azioni e comportamenti concreti.
È il metodo che ho usato con Saponara, Borini e Pavoletti. Qui si traduce in dodici esercizi da compilare.
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«Scegliere di lavorare con Roberto è stata una delle decisioni più lungimiranti della mia carriera.»
Scarica la guida e costruisci il tuo piano. Poi sarai tu a decidere quando fare il prossimo passo.
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